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L’amore è saltimbanco, che sarebbe dovuto andare in scena al Teatro Sociale il 23 aprile, è stato annullato.

La conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, ha apportato novità anche sul fronte dei rimborsi dei biglietti per gli spettacoli annullati: sarà infatti possibile convertire il voucher ricevuto con il rimborso monetario.

In base a quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 180 del 18/07/2020 – Suppl. Ordinario n. 25, le modalità di rimborso sono dunque definite e aggiornate come segue:

MODALITÀ DI RIMBORSO PER BIGLIETTI ACQUISTATI PRESSO LA BIGLIETTERIA DELLA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI  

Chi avesse già fatto richiesta di rimborso e avesse ricevuto il voucher, potrà, se lo vorrà, fare richiesta di conversione in rimborso monetario entro e non oltre il 19 settembre 2020.

Per avere diritto al rimborso bisogna essere in possesso e presentare il biglietto originale e la copia del voucher.

Le richieste dovranno essere inoltrate alla nostra biglietteria via mail all’indirizzo biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org utilizzando l’apposito modulo allegato oppure recandosi personalmente presso gli uffici siti ai Propilei di Porta Nuova (Largo Porta Nuova, 17 – Bergamo), aperti a partire dal 28 luglio, da martedì a sabato ore 13.00-20.00.

La biglietteria è raggiungibile anche telefonicamente ai numeri 035.4160 601/602/603.

Non sarà possibile ottenere un rimborso, né monetario né tramite voucher, per coloro i quali non ne avessero già fatta richiesta entro i termini di scadenza per l’annullamento dei biglietti, ossia entro il 30 giugno scorso.

1574.
Venezia in subbuglio. Per calli e fondamenta circola la novella: Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia, passerà una notte nella Serenissima. Un onore immenso per il Doge e per la città lagunare.

Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanchi dai trascorsi burrascosi, vengono incaricati di dare spettacolo in onore del principe. Mica una storia qualunque, certo che no, la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta.

Due ore di tempo per prepararsi ad andare in scena, provare lo spettacolo ma, soprattutto: dove trovare la “Giulietta” giusta, casta e pura, da far ammirare al principe Enrico?

Ed ecco comparire nel campiello la procace Veronica Franco, poetessa e “honorata cortigiana” della Repubblica, disposta a cimentarsi nell’improbabile parte dell’illibata giovinetta. Si assiste dunque ad una “prova aperta”, alla maniera dei comici del Sogno di una notte di mezza estate, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, di dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime.

Shakespeare diventa, per noi, materia viva nel quale immergere le mani, per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo, le gelosie “Otelliane”, i pregiudizi da “Mercante”, “Tempeste” e naufragi, in una danza tra la Vita e la Morte, coltelli e veleni.