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L’amore è saltimbanco, che sarebbe dovuto andare in scena al Teatro Sociale il 23 aprile, è stato annullato.

In base a quanto disposto dall’art. 88 del DL “Cura Italia” del 17/3/2020 n. 18 e dall’art. 183 comma 11 del successivo DL “Rilancio” del 13/5/2020 n. 34 le modalità di rimborso sono definite e aggiornate come segue:

MODALITÀ DI RIMBORSO PER BIGLIETTI ACQUISTATI PRESSO LA BIGLIETTERIA DELLA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI  

Chi avesse acquistato un biglietto presso la biglietteria della Fondazione Teatro Donizetti può mettersi in contatto con la nostra Biglietteria via mail all’indirizzo biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org.   

Per gli spettacoli che avrebbero dovuto andare in scena dall’8 marzo in poi, il rimborso potrà essere erogato esclusivamente tramite un voucher spendibile, presso la Fondazione Teatro Donizetti, entro 18 mesi dalla data di emissione.

Le richieste di rimborso devono essere effettuate entro e non oltre il 30 giugno 2020.

MODALITÀ DI RIMBORSO PER BIGLIETTI ACQUISTATI ONLINE SUL CIRCUITO VIVATICKET

Chi avesse acquistato un biglietto online sul circuito VivaTicket potrà procedere con una richiesta di rimborso accedendo al link http://www.vivaticket.it/ita/rimborso e seguendo le istruzioni.  

Le richieste di rimborso devono essere effettuate entro e non oltre il 30 giugno 2020.

1574.
Venezia in subbuglio. Per calli e fondamenta circola la novella: Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia, passerà una notte nella Serenissima. Un onore immenso per il Doge e per la città lagunare.

Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanchi dai trascorsi burrascosi, vengono incaricati di dare spettacolo in onore del principe. Mica una storia qualunque, certo che no, la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta.

Due ore di tempo per prepararsi ad andare in scena, provare lo spettacolo ma, soprattutto: dove trovare la “Giulietta” giusta, casta e pura, da far ammirare al principe Enrico?

Ed ecco comparire nel campiello la procace Veronica Franco, poetessa e “honorata cortigiana” della Repubblica, disposta a cimentarsi nell’improbabile parte dell’illibata giovinetta. Si assiste dunque ad una “prova aperta”, alla maniera dei comici del Sogno di una notte di mezza estate, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, di dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime.

Shakespeare diventa, per noi, materia viva nel quale immergere le mani, per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo, le gelosie “Otelliane”, i pregiudizi da “Mercante”, “Tempeste” e naufragi, in una danza tra la Vita e la Morte, coltelli e veleni.