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Da L’elisir d’amore

Musica di Gaetano Donizetti
Libretto di Felice Romani

«La nostra storia si svolge negli anni ’30 del secolo scorso, nella fabbrica di Elisir.

Questa fabbrica è grigia e triste. Lo sciroppo prodotto, di per sé odiato dai bambini, è cattivo e molto amaro: non ci sono vendite; per questo i dirigenti sono tristi, e di conseguenza i lavoratori vengono trattati male.

L’ambiente si ispira a film come Tempi Moderni di Charlie Chaplin, ma anche all’aspetto fiabesco della Fabbrica di Cioccolato di Mel Stuart: grandi ingranaggi, alambicchi fumanti, un nastro trasportatore per le bottiglie di “Elisir”, e un vecchio telefono che porta ogni notizia.

La nostra fabbrica produce uno sciroppo amaro. È un luogo dove manca la dolcezza, dove manca la felicità perché nessuno ha il coraggio di provare a cambiare la ricetta dello sciroppo “Elisir”, nessuno ha il coraggio di osare.

Così come nel sentimento tra Adina e Nemorino; né uno né l’altra ha il coraggio di dichiararsi, e allora l’Elisir fa la magia: la finta promessa di Dulcamara dà coraggio a Nemorino che d’improvviso trova la forza di dichiararsi, mentre quello preparato dal pubblico trasforma lo sciroppo per la tosse in un Elisir contro tutte le amarezze, che porta felicità.»

Manuel Renga


ore 16.30: laboratorio musicale di preparazione all’opera Tutti all’opera (gratuito)
ore 18.00: recita per le famiglie


 

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