L’inizio di un nuovo grande viaggio…

Il Teatro Donizetti riapre. Segui l’incanto.

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1797 – Teatro Riccardi, Bergamo

Coincidenze: per alcuni scherzi del destino, per altri pura casualità. Che siano l’una o l’altra cosa, poco importa, certi eventi si circondano di un’atmosfera unica e magica. Era il 1797 e a Bergamo, da ormai qualche anno, il Teatro Riccardi era luogo frequentato e amato dalla città. L’incendio che lo distrusse fu un grave evento per tutta la comunità, un mistero tutt’oggi irrisolto. Ed è qui che entra in gioco il caso, con le sue coincidenze. Proprio in quegli stessi mesi, in cui Bergamo era rimasta orfana del suo simbolo teatrale, una famiglia bergamasca fu illuminata dalla nascita di un bambino, destinato a legare per sempre la città all’arte: Gaetano Donizetti.
Il Teatro Riccardi negli anni fu poi ricostruito e riaperto al pubblico nel 1801, numerosi ospiti internazionali ne calcarono il palco fino a quando, nel 1897, il Teatro Riccardi cambiò nome, ma questa è tutta un’altra storia.

Illustrazione: Disegno a penna del Teatro Riccardi – Biblioteca Civica A. Mai e Archivi Storici Comunali. Raccolta Gaffuri, 4

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1797 – Teatro Riccardi, Bergamo

Coincidenze: per alcuni scherzi del destino, per altri pura casualità. Che siano l’una o l’altra cosa, poco importa, certi eventi si circondano di un’atmosfera unica e magica. Era il 1797 e a Bergamo, da ormai qualche anno, il Teatro Riccardi era luogo frequentato e amato dalla città. L’incendio che lo distrusse fu un grave evento per tutta la comunità, un mistero tutt’oggi irrisolto. Ed è qui che entra in gioco il caso, con le sue coincidenze. Proprio in quegli stessi mesi, in cui Bergamo era rimasta orfana del suo simbolo teatrale, una famiglia bergamasca fu illuminata dalla nascita di un bambino, destinato a legare per sempre la città all’arte: Gaetano Donizetti.
Il Teatro Riccardi negli anni fu poi ricostruito e riaperto al pubblico nel 1801, numerosi ospiti internazionali ne calcarono il palco fino a quando, nel 1897, il Teatro Riccardi cambiò nome, ma questa è tutta un’altra storia.

Illustrazione: Disegno a penna del Teatro Riccardi – Biblioteca Civica A. Mai e Archivi Storici Comunali. Raccolta Gaffuri, 4

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Foyer – Restauro conservativo.

1066 giorni son trascorsi da quando il Teatro Donizetti, il 5 Febbraio 2018, ha chiuso i battenti per consentire i lavori di ristrutturazione. Un periodo estremamente lungo, in cui gli attori sono stati sostituiti da addetti ai lavori e le note dei soprani sono state rimpiazzate da martelli e scalpelli. In questi mesi però, il teatro ha continuato a vivere. I lavori di rinnovamento hanno interessato l’intero edificio, a partire dal foyer. L’ingresso è infatti stato oggetto di un restauro conservativo utile al mantenimento degli elementi storici risalenti ai secoli scorsi. In particolare le decorazioni sono state trattate con una raschiatura leggera in modo tale da far emergere il livello sottostante, caratterizzato dai toni del giallo sabbia e del verde. Tutti gli strati di pittura e le colorazioni sovrammesse all’originaria sono stati dunque rimossi accuratamente, provvedendo successivamente al consolidamento dell’intonaco, alla ripresa pittorica e alla velatura per ripristinare l’omogeneità cromatica. Un intervento minuzioso volto a far tornare a brillare i dettagli della splendida sala, simbolo della bellezza e dell’immortalità di un’arte che presto tornerà ad animare le sale di questo luogo magico.

Foyer – Restauro conservativo.

1066 giorni son trascorsi da quando il Teatro Donizetti, il 5 Febbraio 2018, ha chiuso i battenti per consentire i lavori di ristrutturazione. Un periodo estremamente lungo, in cui gli attori sono stati sostituiti da addetti ai lavori e le note dei soprani sono state rimpiazzate da martelli e scalpelli. In questi mesi però, il teatro ha continuato a vivere. I lavori di rinnovamento hanno interessato l’intero edificio, a partire dal foyer. L’ingresso è infatti stato oggetto di un restauro conservativo utile al mantenimento degli elementi storici risalenti ai secoli scorsi. In particolare le decorazioni sono state trattate con una raschiatura leggera in modo tale da far emergere il livello sottostante, caratterizzato dai toni del giallo sabbia e del verde. Tutti gli strati di pittura e le colorazioni sovrammesse all’originaria sono stati dunque rimossi accuratamente, provvedendo successivamente al consolidamento dell’intonaco, alla ripresa pittorica e alla velatura per ripristinare l’omogeneità cromatica. Un intervento minuzioso volto a far tornare a brillare i dettagli della splendida sala, simbolo della bellezza e dell’immortalità di un’arte che presto tornerà ad animare le sale di questo luogo magico.

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